| Contributo di: Riccardo Vandoni on Wednesday, 10 March 2010 @ 17:46 |
Mamma mia, mi hai messo i brividi e spero non sia autobiografica. Se lo è, ti stringo in un abbraccio caloroso e rivitalizzante. ric
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Riccardo Vandoni[ ]
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| Contributo di: erandoro on Wednesday, 10 March 2010 @ 17:52 |
Come Riccardo in tutto, anche l'abbraccio.
erandoro
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| Contributo di: Lindy on Wednesday, 10 March 2010 @ 17:54 |
Senza gametociti primari è chiara la mitosi: solo pensiero che genera nulla nei suoi innumerevoli cicli o repliche... poesia dei sensi, tutti oltre quelli canonici. .bella: [ ]
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| Contributo di: M.Fiorenza on Wednesday, 10 March 2010 @ 17:56 |
E' semplicemente bellissima.
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Mariafiorenza Serra
"Brinda
all'indicibile estasi
di nuove incertezze."[ ]
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| Contributo di: MK69 on Wednesday, 10 March 2010 @ 18:02 |
Anch'io spero vivamente che la tua non sia autobiografica. Mi hai messo i brividi.
Cordiali saluti,
Mirko
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MMK69[ ]
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| Contributo di: Cosetta Savelli on Wednesday, 10 March 2010 @ 18:31 |
Che sia o non sia autobiografica,è ugualmente molto dolorosa,questa poesia,perchè la mente e le emozioni che l'hanno ispirata sono profondamete tristi.
Farti auguri di ogni bene?Certo,ma dirti anche che speriamo di rileggere cose tue più serene,quanto prima.
Ciao,
Cosetta
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Ileana[ ]
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| Contributo di: giovanni67 on Wednesday, 10 March 2010 @ 18:44 |
Si, assai dolorosa, hai reso bene l'idea
spero proprio non sia autobiografica
alla prossima,
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GIOVANNI67[ ]
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| Contributo di: Andrea Napoli on Wednesday, 10 March 2010 @ 20:08 |
Molto bella!
E' un procedere incalzante di immagini sfocate, ma nello stesso tempo nitide e dolorose; pervase da un senso di malessere che va passo dopo passo delineandosi sensibilmente.
"A te mi rivolgo ancora, insensata notte,
sto per entrare nella tua vagina scura.
Assicurati che io pianga e respiri
quando mi partorirai
un’altra volta." Davvero complimenti, questa strofa è bellissima.
A rileggerti con interesse
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Jareth[ ]
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| Contributo di: Gipo on Wednesday, 10 March 2010 @ 20:21 |
Una con l'intenzione sincera che possa dare un po' di luce a questo buio.
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Gipo[ ]
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| Contributo di: grigio on Wednesday, 10 March 2010 @ 20:29 |
Se parli di un'esperienza vera non so proprio cosa dirti. Poesia da brividi, come hanno scritto in molti. Parere che condivido.
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grigio[ ]
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| Contributo di: SagiDa on Wednesday, 10 March 2010 @ 20:57 |
In questi casi preferisco non commentare.
Posso solo dirti che hai espresso fin troppo bene questo dolore che se non è il tuo (come sinceramente mi auguro), sarà stato comunque di qualcuno a te vicino.
Dico questo perché mi appare come un testo troppo partecipato per essere solo frutto di fantasia o di un'esperienza che ti ha toccato indirettamente.
Ad ogni modo ti auguro tutto il bene possibile.
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Daniela F.---
"L'artista non s'illude a proposito
della sua influenza sul destino degli uomini.
L'arte non è una forza, è solo una consolazione"
(T. Mann)[ ]
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| Contributo di: dedalo on Wednesday, 10 March 2010 @ 21:52 |
Uno stato d'animo che trasmette tristezza speriamo che duri
poco e che tu possa scrivere poesie più serene. Buona la
poesia specialmente l'ultima strofa.
A rileggerti meglio.
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dedalo[ ]
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| Contributo di: nino vicidomini on Wednesday, 10 March 2010 @ 21:57 |
___________________Precisa come un orologio svizzero
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nino vicidomini[ ]
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| Contributo di: joshua on Wednesday, 10 March 2010 @ 22:23 |
| Cvetaeva, Sexton,Bishop, Espanca, Plath, Storni, ... ma anche le nostre grandi e dimenticate Antonia Pozzi e Nadia Campana o la ancora aleggiante grande anima di Amelia Rosselli. C'è troppa tragica grandezza poetica in loro, perchè ti possa leggere senza che mi venga alla mente, spontaneo e anche doloroso, il confronto. La poesia anche in questoè dura: perfino la più tragica delle esperienze deve cimentarsi con la letteratura.Un amichevole ciao.joshua [ ]
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| Contributo di: rita iacomino on Wednesday, 10 March 2010 @ 23:05 |
Drammaticamente molto bella.
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rita iacomino
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| Contributo di: Fantomas on Thursday, 11 March 2010 @ 00:11 |
Un testo agghiacciante e di una limpidezza che impressiona e forse fa paura. Alcuni spunti spietatamente crudi e questo è un bene, perché la poesia ha effetto sublimante, almeno per chi la scrive, e serve anche per sputare le nostre angoscie. Qui l'espettorato è riuscito piuttosto bene.
Fantomas[ ]
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| Contributo di: David Penco on Thursday, 11 March 2010 @ 00:41 |
Il finale si presta ad una duplice interpretazione. Potrebbe la notte significare il sonno in sè, al risveglio dal quale nel nuovo giorno nato la protagonista vuole farsi trovare viva, pronta a lottare per sconfiggere il proprio male, seppur tra enormi sofferenze, oppure potrebbe significare la morte, nel tal caso si anela ad una rinascita in una prossima vita (rappresentata da un pianto ed un respiro di un neonato).
Comunque la si voglia interpretare, penso sia una buona rappresentazione drammatica.
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"Si può fare qualunque cosa con le baionette, salvo sedercisi sopra".
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| Contributo di: Armida Bottini on Thursday, 11 March 2010 @ 07:55 |
Ho letto ieri, ma non ce la facevo a scrivere, tanto mi ha fatto male il dramma che stai vivendo. Sei molto brava ed io ti abbraccio piccina. Coraggio e ciao.
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Midri[ ]
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| Contributo di: Rita Nappi on Thursday, 11 March 2010 @ 08:34 |
Le tue parole mi hanno attraversato il corpo, l'anima e la mente. Mi hanno riportato all'esordio della mia malattia attraverso la quale ho sfiorato la morte e ogni giorno ci convivo perchè quando senti che sei affetta da una malattia rara come nel mio caso il mondo ti crolla addosso. Apprezzo il fatto che tu sia riuscita a sviscerare questo tuo dolore, che a me ha bloccato per tanti anni, togliendomi anche la forza di scrivere. Ti faccio i miei più cari e sinceri auguri, e vivi la vita con intensità, un abbraccio forte da chi credimi comprende molto bene. [ ]
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| Contributo di: blunapo on Thursday, 11 March 2010 @ 10:04 |
terribile senso il senso di angoscia che strasmetti e lo fai molto bene
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"....Lo stomaco è il maestro che dirige la grande orchestra delle nostre passioni....." (Gioacchino Rossini )[ ]
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| Contributo di: codiceluna on Thursday, 11 March 2010 @ 10:12 |
Come Riccardo Vandoni.
Un sorriso
Anna
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codiceluna[ ]
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| Contributo di: spiarmy on Thursday, 11 March 2010 @ 11:21 |
Il tuo coraggio di fare poesia anche adesso è da valorosi!
Bella poesia... troppo inquietante. Una carezza. Se può servire! La speranza che questo mio commento trovi un orologio fermo e che tu sorrida nuovamente. [ ]
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| Contributo di: Lawrence on Thursday, 11 March 2010 @ 11:47 |
7 il massimo è 7+
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Lawrence[ ]
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| Contributo di: nikita on Thursday, 11 March 2010 @ 11:58 |
A parte la chiusa la sento ridondare verso un concetto che poteva essere di taglia S e rendere piu' solido il risultato.
Autobiografica?
non me lo domando mai.
Non mi cambia il risultato, di solito.
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Josephine[ ]
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| Contributo di: Serenella on Thursday, 11 March 2010 @ 13:24 |
Angosciante. Di un'angoscia, la tua poesia, che sa di solitudine.
A rileggerti.
Ciao,
Serenella[ ]
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| Contributo di: Francob on Thursday, 11 March 2010 @ 14:13 |
| Cruda analisi di una morte annunciata.***** Ciao, Francob [ ]
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| Contributo di: penna bianca on Thursday, 11 March 2010 @ 15:23 |
Un travaglio interiore che tu riesci bene a comunicare e spero per te, ad esorcizzare attraverso le parole. Mi hai commossa profondamente. "Più buia e la notte, più vicina è l'alba", te l'auguro di cuore.
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penna bianca[ ]
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| Contributo di: Lele on Thursday, 11 March 2010 @ 15:59 |
Stupendamente amara questa anticamera di morte annunciata.
Scritta con tutto il triste sentimento e col morale a pezzi che solo una persona prossima al grande salto nel buio può avere. Spero che ti sia immedesimata...e che questo complimento ti sia di aiuto per comporre altre belle poesie nel futuro. Un affettuoso saluto.
Lele
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glogio[ ]
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| Contributo di: lionor on Thursday, 11 March 2010 @ 16:07 |
mi è piaciuta molto e lo letta più di una volta.
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lionor[ ]
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| Contributo di: Titta on Thursday, 11 March 2010 @ 17:35 |
Inquietante ma diretta superbamente.
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Titta[ ]
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| Contributo di: white on Thursday, 11 March 2010 @ 18:22 |
Poesia molto forte con una chiusa fantastica..
alla prossima!!
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Clement White[ ]
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| Contributo di: ben on Friday, 12 March 2010 @ 00:15 |
Molto bella.
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il poeta per caso[ ]
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| Contributo di: Paolam. on Friday, 12 March 2010 @ 11:42 |
 Cara Elisa, c'è tutta la tua angoscia in queste righe, la poesia diventa tutt'uno con il tuo dolore, mi è capitato di provare qualcosa del genere come fosse un incubo. Poi ho cercato di vedere quel buio come un qualcosa di non così terribile, perché ci spaventa pensare alla morte? Nel momento in cui non la vediamo più in negativo, tutto diventa più sereno.
Ti abbraccio forte forte, con tutto l'affetto che posso da qui
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Paola ** Siamo ancora troppo poco ecologisti**[ ]
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| Contributo di: Alleluhia on Saturday, 13 March 2010 @ 19:53 |
Testo nel quale il senso travalica il verso e trasmette l'angoscia del dolore e della morte. Più asciutta sarebbe poeticamente migliore ma mi è difficile commentare un testo di tale drammatica intensità staccando la poesia dall'autore. Benvenuta Elisa, alla prossima.
--------Alleluhia---------1795---------
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| Contributo di: Elisa Bernardini on Monday, 15 March 2010 @ 12:05 |
Si. E' autobiografica.
Come la musica, la pittura e altre arti espressionistiche, la poesia fa (anche in questo caso particolare) da veicolo emozionale in una realtà priva di slanci, di alternative all'angoscia, che livella tutto al senso di sopraffazione e abbattimento.
Non potrò mai dire di aver dimenticato quegli episodi del passato in cui ero prossima all'annullamento psico-fisico. Ma c'è da dire che quel periodo, come tutti i momenti bui che costellano la nostra esistenza, è stato fondamentale.
E lo scrivere diventa un farmaco che si assume sempre volentieri.
Ringrazio tutti per l'empatia dimostratami. :)[ ]
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